
American Journal of Transplantation
Background e obiettivo del lavoro: Il sito intraportale per il trapianto di isole presenta diversi limiti e la ricerca di un sito di impianto che consenta migliori attecchimento e funzione a lungo termine del tessuto trapiantato è sempre attuale. In questo studio un gruppo di Harvard ha valutato in un modello animale di primate l’idoneità dello spazio intrapleurico per il trapianto di isole umane.
Metodi e risultati principali: Due settimane dopo l'induzione del diabete con streptozotocina, un macaco maschio di 4,3 kg è stato trapiantato nella cavità pleurica destra con 0,25 ml di tessuto costituito da isole umane (15.500 IEQ/Kg di peso corporeo) con vitalità del 93% e purezza di 85%. Il macaco è stato trattato con terapia immunosoppressiva (ATG, anti-CD20 e rapamicina). La glicemia e il fabbisogno insulinico sono stati monitorati per 3 mesi. Durante l'intervento chirurgico o nel periodo peri-operatorio non si sono manifestate complicanze respiratorie. Dopo l'intervento, l'animale si è ripreso senza problemi e ha raggiunto rapidamente il controllo glicemico. I valori della glicemia sono rimasti normoglicemici (con un intervallo di 56-200 mg/dL) durante la durata dello studio e la risposta all’IVGTT, eseguito a 92 giorni dopo il trapianto, è stata del tutto comparabile a quella di un primate non diabetico. Infine, l'esame dello spazio pleurico all'autopsia ha mostrato masse di isole sparse sulla superficie della pleura parietale sovrapposta all'emidiaframma destro e l'istologia ha rivelato isole ben conservate e nessuna infiltrazione linfocitaria. Questi dati suggeriscono che le isole trapiantate nello spazio intrapleurico sono sopravvissute e hanno permesso il controllo glicemico.
Conclusioni e commento editoriale: Pur essendo il sito più comunemente utilizzato nella routine clinica, il fegato non è il sito ideale per il trapianto isole. L'infusione intraepatica di isole nell'uomo, infatti, è associata a una reazione infiammatoria istantanea mediata dal sangue (IBMIR), a trombosi e ischemia del tessuto epatico. Studi di risonanza magnetica su modelli murini hanno dimostrato che tutti questi eventi causano la perdita dal 50% al 75% delle isole nelle prime ore e giorni dopo il trapianto. Inoltre, dal punto di vista clinico, il processo di infusione intraepatica di isole è associato ad un aumento della pressione portale proporzionale alla massa delle isole, limitando così la massa totale trapiantabile. Molti siti alternativi sono stati descritti, tra cui l’omento, il peritoneo, il midollo osseo, il muscolo e il sottocute, ma nessun sito fino a oggi si è dimostrato superiore al fegato, in termini di attecchimento e funzione delle isole. Questo lavoro, seppur limitato all’esperienza in una scimmia, apre la strada allo studio di un nuovo sito di impianto, la cavità pleurica, che si dimostra a una primissima analisi un sito fattibile e sicuro per le isole allogeniche.
A cura di Alessandro Mattina e Valeria Sordi
Lei J, Zhang A, Deng H, Yang Z, Peters CW, Lee KM, Wang Z, Rosales IA, Rickert C, Markmann JF. Intrapleural Transplantation of Allogeneic Pancreatic Islets Achieves Glycemic Control in a Diabetic Non-Human Primate. Am J Transplant. 2021 Oct 27. doi: 10.1111/ajt.16875. Epub ahead of print. PMID: 34704352


